n. 1 - Anno 2004
 

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LO STEMMA MUNICIPALE

Lo stemma precristiano di San Ginesio era rappresentato dal tempio che, secondo il Riccomanni, era dedicato a Giunone la cui venerazione era molto diffusa nel Piceno. Con la conversione al cristianesimo al tempio vengono aggiunti l’immagine di San Ginesio nimbato in abito talare, nella stessa iconografia del bassorilievo della collegiata (sec. XI), e la croce come simbolo della vittoria cristiana su quella pagana. Degli antichi stemmi di San Ginesio si conservano tre sigilli. Nel primo sigillo il campo centrale è circolare e contornato da un fregio centinato -intorno a cui corre l’iscrizione “S(igillum) Nostrum Vestrum Custodi Sante Genesi”- con una piccola croce stellata all’interno degli archetti e nei pennacchi un minuscolo giglio. Nel secondo sigillo si rileva come nuova l’introduzione di due chiavi incrociate sopra il vessillo simbolo del potere temporale della Santa Sede. Sul terzo sigillo, intorno a cui corre l’iscrizione “Ecclesiasticum Oppidum Sanctii Genesi”, maggiormente si è incentrato l’interesse degli studiosi. La parte è costituita dall’attuale stemma circoscritto da una cornice ovale ornata da quattro volute. I ginesini continuarono ad utilizzare i sigilli fino al secolo XV quando papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini, concesse loro con gli statuti senesi anche lo stemma della propria famiglia consistente in una croce bianca dimezzata su campo rosso come premio per la fedeltà alla chiesa. Con questi stessi caratteri iconografici viene rappresentato lo stemma comunale che S. Andrea porta in mano a sostegno dei Ginesini attaccati dai Fermani nello storico scontro del 1377 dipinto da Nicola da Siena (sec. XV) e conservato presso il museo civico. All’ipotesi secondo cui la riduzione odierna della croce sullo stemma comunale sia dovuta all’eresia o alle scomuniche inflitte dalla Santa Sede l’Allevi (1986), noto storico ginesino, ne contrappone un’altra più verosimile sul vecchio stemma di San Ginesio. Vi viene raffigurato un grande “gamma” (G) maiuscolo, bianco (o argentato), compreso in uno scudo che segue tutta la lunghezza del lato superiore e che, nel lato sinistro, scende fino all’apice più basso dello scudo su sfondo rosso. La scelta del simbolo G, preso da quello riprodotto da una pietra gromatica (il G rappresentava parte di un groma e quindi indicava i confini del territorio) come simbolo del capoluogo fin dai primi secoli del Basso Medioevo fu preferita dalle autorità a quella stessa della figura di San Ginesio togato. L’uso dello stemma municipale, su istanza del sindaco che ne aveva chiesto nel 1543 il riconoscimento (in cui il G è spostato verso il centro) e l’iscrizione nel
Libro Araldico degli Enti Morali, viene concesso nel 1951 dal Presidente del Consiglio dei Ministri e nel 1955 l’uso di un gonfalone secondo l’iconografia attuale. L’attuale stemma comprende infatti come coronamento una corona al vertice e ai lati due rami di alloro.
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