n. 1 - Anno 2004
 

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LA MADONNA DEL SOCCORSO
di Tiziana Marozzi

In conformità agli altri Ordini Mendicanti gli Agostiniani vollero anch'essi sminuire il potere del demonio sulla coscienza popolare erigendo un culto specifico al Soccorso della Vergine Maria contro Satana e, sviluppandolo come soggetto iconografico sul calare del Quattrocento, con particolare intensità nell’arte dell’appennino umbro-marchigiano, gli garantirono sopravvivenza fino al Concilio di Trento. Al linguaggio più fruibile delle immagini pittoriche e scultoree, in cui apparivano protagonisti una singolare Madonna col randello ed il diavolo mostruoso, gli Agostiniani affidarono la diffusione della devozione soccorrista con l’obiettivo primario di educare le masse incolte alla consapevolezza dell'onnipotenza di Dio sulle forze del Male, al rifiuto di evocazioni o pratiche evocatorie del diavolo e, naturalmente, a confidare nell’intervento salvifico della Vergine.
“Questo tema - cioè il rapporto tra la Vergine, l’infanzia e il demonio – è ricchissimo di suggestioni antropologiche che l’Autrice analizza tenendo conto della più aggiornata riflessione critica e dando così un notevole contributo agli studi specifici. Si dimostra anche chiaramente in questo lavoro l’origine agostiniana del tema della Madonna del Soccorso e la sua diffusione ad opera prevalentemente di questo Ordine. E’ anche di grande interesse l’indicazione che questo tema iconografico e dunque questo culto fu raffigurato anche dopo il Concilio di Trento allorché si cercò di porre un freno alle devozioni più popolari, e certo quella per la Vergine con un randello in mano lo era quanto nessun’altra. E’ stato suggerito da qualche storico che nel Medioevo si aveva scarsa considerazione per l’infanzia dei fanciulli ci si preoccupò sempre, come è dimostrato dalle leggende dei santi i quali continuamente sono invocati e intervengono a favore dei bambini, tanto che su questo tema abbiamo una ricchissima casistica iconografica. Anzi tra i santi degli Ordini mendicanti sembra stabilirsi una gara nel corso soprannaturale in favore dell’infanzia. Anche il taumaturgo agostiniano San Nicola da Tolentino interviene continuamente , in vita e dopo la morte, in aiuto dei bambini, a quanto si legge nel Processo di canonizzazione e negli altri numerosissimi miracoli registrati nei tempi successivi al Processo. Ma certo più potente dell’intercessione di qualsiasi santo è quella della Vergine, mediatrice per eccellenza e soprattutto madre. Per questo l’immagine e il culto per la Madonna del Soccorso si inseriscono con una tipologia particolare nel vasto e multiforme aspetto della protezione della Vergine attraverso i luoghi e i tempi. Aver delineato con chiarezza il percorso e il significato di questo tipico culto agostiniano è il merito fondamentale di questo lavoro.” (dalla presentazione del Prof. Fabio Bisogni)

T. Marozzi, Iconografia umbro marchigiana della Madonna del Soccorso, Quaderni di ricerca storica e artistica/1/1999, Collana diretta da Tiziana Marozzi, edizioni Identità Sibillina, Recanati 2001, € 10,00
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