LA MADONNA DEL SOCCORSO
di Tiziana Marozzi
In conformità agli altri Ordini Mendicanti gli
Agostiniani vollero anch'essi sminuire il potere del
demonio sulla coscienza popolare erigendo un culto
specifico al Soccorso della Vergine Maria contro Satana
e, sviluppandolo come soggetto iconografico sul calare
del Quattrocento, con particolare intensità nell’arte
dell’appennino umbro-marchigiano, gli garantirono
sopravvivenza fino al Concilio di Trento. Al linguaggio
più fruibile delle immagini pittoriche e scultoree, in
cui apparivano protagonisti una singolare Madonna col
randello ed il diavolo mostruoso, gli Agostiniani
affidarono la diffusione della devozione soccorrista con
l’obiettivo primario di educare le masse incolte alla
consapevolezza dell'onnipotenza di Dio sulle forze del
Male, al rifiuto di evocazioni o pratiche evocatorie del
diavolo e, naturalmente, a confidare nell’intervento
salvifico della Vergine.
“Questo tema - cioè il rapporto tra la Vergine,
l’infanzia e il demonio – è ricchissimo di suggestioni
antropologiche che l’Autrice analizza tenendo conto
della più aggiornata riflessione critica e dando così un
notevole contributo agli studi specifici. Si dimostra
anche chiaramente in questo lavoro l’origine agostiniana
del tema della Madonna del Soccorso e la sua diffusione
ad opera prevalentemente di questo Ordine. E’ anche di
grande interesse l’indicazione che questo tema
iconografico e dunque questo culto fu raffigurato anche
dopo il Concilio di Trento allorché si cercò di porre un
freno alle devozioni più popolari, e certo quella per la
Vergine con un randello in mano lo era quanto
nessun’altra. E’ stato suggerito da qualche storico che
nel Medioevo si aveva scarsa considerazione per
l’infanzia dei fanciulli ci si preoccupò sempre, come è
dimostrato dalle leggende dei santi i quali
continuamente sono invocati e intervengono a favore dei
bambini, tanto che su questo tema abbiamo una
ricchissima casistica iconografica. Anzi tra i santi
degli Ordini mendicanti sembra stabilirsi una gara nel
corso soprannaturale in favore dell’infanzia. Anche il
taumaturgo agostiniano San Nicola da Tolentino
interviene continuamente , in vita e dopo la morte, in
aiuto dei bambini, a quanto si legge nel Processo di
canonizzazione e negli altri numerosissimi miracoli
registrati nei tempi successivi al Processo. Ma certo
più potente dell’intercessione di qualsiasi santo è
quella della Vergine, mediatrice per eccellenza e
soprattutto madre. Per questo l’immagine e il culto per
la Madonna del Soccorso si inseriscono con una tipologia
particolare nel vasto e multiforme aspetto della
protezione della Vergine attraverso i luoghi e i tempi.
Aver delineato con chiarezza il percorso e il
significato di questo tipico culto agostiniano è il
merito fondamentale di questo lavoro.” (dalla
presentazione del Prof. Fabio Bisogni)
T. Marozzi, Iconografia umbro marchigiana della Madonna
del Soccorso, Quaderni di ricerca storica e
artistica/1/1999, Collana diretta da Tiziana Marozzi,
edizioni Identità Sibillina, Recanati 2001, € 10,00 |
| Clicca per ingrandire |
|
 |
|