FILIPPO MARCHETTI MUSICISTA DEI SIBILLINI E POETA DEI SUONI
di Laura Linfozzi
In occasione del centenario della scomparsa del compositore bolognolese Filippo Marchetti (1831-1902) sono state realizzate numerose iniziative; tra queste, si sono distinte quelle delle associazioni “Cappella Musicale del Duomo-Coro Universitario di Camerino” ed “Ipparco”, che hanno presentato al pubblico, con la collaborazione di Paolo Cruciani, alcuni concerti di liriche da camera e la prima mostra documentaria mai organizzata sul musicista. Nato a Bolognola, Marchetti studiò al Conservatorio di S. Pietro a Majella di Napoli e ricoprì prestigiosi incarichi, come quello di presidente dell’Accademia di S. Cecilia a Roma, dove fu intimo della Casa Reale e maestro di musica della regina Margherita. Tra i molti successi che egli colse, il più lusinghiero fu quello legato all’opera “Ruy Blas”, rappresentata nei maggiori teatri del mondo.
La mostra, allestita nell’aula Crivelli della Pinacoteca “Girolamo di Giovanni” di Camerino dal 18 al 28 gennaio 2002, ha ottenuto uno straordinario successo, grazie al crescente clima di curiosità creatosi attorno alla singolare figura umana ed artistica di questo musicista.
L’interesse suscitato nel pubblico, nella critica e nella stampa da questi eventi ha reso necessaria la realizzazione di questa pubblicazione, la prima finora mai dedicata al Marchetti, realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata: non si può definire un catalogo sic et simpliciter, ma una vera e propria monografia, comprendente saggi realizzati in esclusiva da musicologi (Vincenzo De Gregorio, Francesco Bissoli, Silvio Catalini), storici (Mauro Stramacci, Paolo Cruciani), discendenti del compositore (Alessio Marchetti, Filippo Liuti) e dal responsabile culturale dell’Ambasciata di Romania in Italia (Mihail Constantin Banciu; Marchetti musicò infatti il “Canto della Stirpe Latina” su versi di Vasile Alexandri, tuttora eseguito in Romania). Ne esce un ritratto davvero esaustivo sul musicista ed il suo tempo, non tralasciando gli aspetti psicologici ed umani del Marchetti, uomo di rara bontà e sensibilità Nella parte illustrativa saranno pubblicati tutti gli oggetti ed i manoscritti esposti nella mostra camerinese, oltre alle rare ed inedite foto del compositore e dei suoi familiari.
Una pubblicazione, dunque, che va a colmare una lacuna nella storia della musica operistica italiana di fine Ottocento, vero punto di partenza per ulteriori studi sul melodramma non solo marchettiano di fine Ottocento, che contribuisce al cammino verso la riconsiderazione di Filippo Marchetti, protagonista della scena artistica dei suoi tempi e fino ad ora, come tanti altri artisti a torto considerati “minori”, ingiustamente dimenticato. |
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